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Disegno bimbo
Da cosa nasce...

La “mano da tenere “ è il lato della carreggiata in cui circolare. Per questo motivo, se si va dalla parte sbagliata , si dice che andiamo “ contromano”.
Ma chi ha stabilito qual è la mano da tenere?
Durante l’Impero Napoleonico fu emanato un decreto che stabiliva di circolare sul lato destro della strada e tale disposizione è rimasta valida fino ad oggi. Il provvedimento provocò peraltro la reazione contraria della Gran Bretagna, grande avversaria di Napoleone, dove tuttora infatti si circola a sinistra.
 

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La prima automobile

La ruota fu l’elemento fondamentale per la nascita dei veicoli che, insieme ai pedoni, sono gli altri grandi protagonisti della strada.
Il primo veicolo fu una treggia costituita da due pali fermati da bastoni trasversali, che l’uomo del neolitico usava per trasportare le sue cose. Con l’applicazione della ruota, con l’aiuto degli animali e, in seguito , con l’invenzione del motore a scoppio, l’uomo ottenne un veicolo che poteva soddisfare qualsiasi esigenza di trasporto.
L’industria automobilistica si sviluppò in America all’inizio del XX secolo e la prima utilitaria , la Ford T , realizzata col sistema della catena di montaggio , fece la sua apparizione nel 1911.
La prima gara automobilistica fu il raid Pechino-Parigi nel 1907 , a cui parteciparono solo cinque concorrenti. Fu per quell’epoca un’impresa veramente incredibile per le molte avversità a cui andarono incontro le vetture. Dopo un percorso di 16.000 km durato due mesi, vinse l’ITALA , vettura italiana guidata dal principe Borghese , con un vantaggio di tre settimane sulle altre. L’ITALA pesava 2.000 chili , aveva un motore di 40 cavalli e due serbatoi da 150 litri di benzina più un serbatoio da 50 litri d’olio .

 
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Come nasce il velocipede o bicicletta

Nel 1791 il conte parigino De Sivrac ebbe l’idea di cavalcare su due ruote e realizzò un veicolo di legno, composto da due ruote unite da una stanga e senza sterzo, su cui il conducente si spingeva puntando i piedi in terra. Più che un veicolo, era un divertimento, soprattutto per i passanti, a causa dei continui capitomboli dei guidatori.
Il mezzo fu chiamato celerifero e poi velocifero, ed i coraggiosi, che in gran numero lo usarono per le strade di Parigi, vennero chiamati velocipedi, termine che poi passò ad indicare il veicolo stesso .
Nel 1816 , in Germania, il barone Drais vi apportò alcune innovazioni: la più importante fu lo sterzo, che rese il mezzo più maneggevole. Fu chiamato draisina , dal nome del suo inventore.
Nel 1838 uno scozzese di nome Mac Millan riuscì a far muovere il veicolo senza appoggiare i piedi per terra, ma pigiando con questi su un congegno collegato al mozzo della ruota posteriore.
Nel 1855 , in Francia, Michaux perfezionò la scoperta, applicando i pedali direttamente al mozzo della ruota anteriore. Tale veicolo fu prodotto in serie e, nel 1880 , ingrandita la ruota anteriore per permettere una maggiore velocità, prese il nome di biciclo.
Il biciclo influenzò il costume dell’epoca: infatti le donne che vi si cimentarono furono le prime a disfarsi delle gonne e ad indossare pantaloni “alla turca”, apparendo in pubblico con le gambe coperte da sole calze.
Ulteriori innovazioni al veicolo furono l’applicazione di una trasmissione a catena e di pneumatici alle ruote.
Nel 1885 questo veicolo faceva la sua prima apparizione per le strade di Milano: era stato realizzato interamente in Italia da Edoardo Bianchi, che lo chiamò “bicicletta”

 
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Il primo ciclomotore

L’antenato del ciclomotore comparve alla fine del XIX secolo ed era una bicicletta a cui era stato aggiunto un motore a benzina.
Nel 1901 due giornalisti parigini idearono la linea classica dell’attuale moto , in cui il motore era applicato tra due ruote ed era comandato da manopole poste sul manubrio.

 
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Il semaforo

Il primo semaforo risale al 1868 e fu installato a Londra; era un congegno azionato a mano a cui in seguito vennero addirittura applicati sibili e campane.
Il primo semaforo automatico e luminoso fu però inventato a Roma nel 1933 dall’Ing.Ugolini.
Oggi i semafori sono regolati da un elaboratore elettronico che, grazie ad apparecchi speciali situati sotto il manto stradale che
“contano” i veicoli che passano, regola automaticamente i tempi di accensione dei semafori ( quanti secondi il verde e quanti secondi il rosso ), in modo da far scorrere il traffico più velocemente.

 
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La nascita del Risciò

Il risciò nacque in Giappone, nel 1871, per un’esigenza del missionario Jonathan Goble , il quale aveva molte difficoltà a trasportare la moglie invalida per le affollate strade di Yokohama.
Fu così che costruì una carrozzella leggera con due ruote, da trainare a mano. L’idea fu accolta con entusiasmo dai giapponesi; in seguito il veicolo si diffuse anche in India ed in Cina , facendo diventare il risciò il simbolo dell’Oriente.

 
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Guida e custodia degli animali

Fin dalla preistoria l’uomo ha usato la forza degli animali per trasportare le merci e per spostarsi da un luogo ad un altro.
Mentre qualche decennio fa era normale incontrare per le strade cittadine cavalli, asini e buoi, con il crescente utilizzo dei veicoli a motore ciò è diventato molto raro anche se non impossibile. Vi sarà anzi sicuramente capitato di vedere che le stesse forze di polizia (carabinieri, polizia municipale , polizia di stato , ecc.) utilizzano squadre a cavallo nei centri urbani .
Il Codice comunque stabilisce delle regole anche per questi amici dell’uomo.Vi ricordiamo che per condurre e cavalcare animali sulla carreggiata, o per condurre greggi occorre aver compiuto 14 anni di età.
ATTENZIONE: anche il Codice riconosce il particolare rapporto di amicizia tra l’uomo ed il cane ed ha concesso a quest’ultimo di utilizzare il marciapiede , tenendolo però a guinzaglio .

 
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